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Molecole organiche rilevate attorno a una stella neonata: sono base dei mattoni della vita

Molecole organiche rilevate attorno a una stella neonata: sono base dei mattoni della vita
in foto: Credit: National Astronomical Observatory of Japan

Individuate molecole organiche complesse attorno alla stella ‘neonata’ V883 Ori, sita a 1.300 anni luce dal nostro pianeta e inquadrata nella meravigliosa costellazione di Orione. Gli elementi individuati nel disco protoplanetario – dove si formano i pianeti – sono acetaldeide, metanolo, formiato di metile, acetonitrile e acetone. Quest’ultimo elemento, il più semplice dei chetoni, è stato rilevato con sicurezza per la prima volta nella storia delle osservazioni dei dischi protoplanetari. Sono molecole organiche estremamente interessanti poiché precursori dei mattoni della vita (gli amminoacidi) e degli zuccheri; non si può dunque escludere che in un futuro lontano, dopo la formazione dei pianeti rocciosi, possa scoccare in qualche modo la ‘scintilla’ della vita come accaduto sulla Terra.

Ricerca internazionale. Ad analizzare nel dettaglio l’ambiente attorno alla stella è stata una squadra di astronomi internazionale guidata da scienziati della Scuola di Ricerca Spaziale presso l’Università Kyung Hee (Corea), che hanno collaborato a stretto contatto con colleghi dell’Università di Tokyo, dell’Università del Cile e dell’istituto canadese NRC Herzberg Astronomy and Astrophysics. Gli scienziati, coordinati dal professor Jeong-Eun Lee, si sono avvalsi del potente Atacama Large Millimeter / submillimetre Array (ALMA), un radiointerferometro sito in Cile nell’arido deserto di Atacama.

Credit: National Astronomical Observatory of Japanin foto: Credit: National Astronomical Observatory of Japan

Evento eccezionale. Analizzare i composti presenti in un disco protoplanetario è tutto fuorché semplice, ma gli autori dello studio sono stati agevolati da un raro evento chiamato “outburst”, un’esplosione stellare che ha ampliato sensibilmente la cosiddetta linea di neve. Si tratta di quella fascia del disco dove la temperatura della stella scioglie il ghiaccio e permette alle molecole di liberarsi nello spazio. Normalmente, a causa dello strato di ghiaccio più esterno e quello di polveri dense all’interno, condurre un’analisi chimica delle molecole presenti in questa fascia è estremamente complesso. Nel caso di V883 Ori l’outburst ha permesso ai sensori dell’ALMA di ‘annusare’ le molecole della linea di neve con maggior facilità, rilevando gli importanti composti di cui sopra. Molte di queste molecole organiche si trovano anche sulle comete; studiarle in ambienti così diversi potrebbe aiutarci capire in che modo è originata la vita sulla Terra e come possono nascere ambienti adatti a ospitarla. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sull’autorevole rivista scientifica Nature Astronomy.

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