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Il cielo di marzo dà spettacolo: Superluna del Verme, comete e una super congiunzione astrale

Il cielo di marzo dà spettacolo: Superluna del Verme, comete e una super congiunzione astrale
in foto: Credit: Andrea Centini

Marzo, il mese che dà il benvenuto alla primavera, inizia in grandissimo spolvero per gli appassionati di astronomia. All’alba di venerdì 1, infatti, potremo assistere a una magnifica congiunzione astrale a quattro, con Venere, falce di Luna, Saturno e Giove allineati sulla volta celeste. Nella notte tra il 9 e il 10 c’è invece l’attesa “maratona Messier”, una sfida impegnativa in cui gli astrofili puntano a osservare – e magari a fotografare rapidamente – i 110 oggetti del profondo cielo del famoso catalogo. La sera di mercoledì 20 marzo si celebra invece l’avvio ufficiale della primavera, con l’equinozio alle 21:58 (UTC, tempo coordinato universale). Il giorno successivo potremo ammirare nel cielo la terza Superluna consecutiva dell’anno. A impreziosire la volta celeste del mese anche il passaggio di alcune comete e di un asteroide.

Credit: Stellariumin foto: Credit: Stellarium

Equinozio di primavera

Alle 21:58 UTC (le 22:58 a Roma) del 20 marzo daremo il benvenuto alla primavera, che durerà fino a venerdì 21 giugno, giorno del solstizio d’estate. Per convenzione legata alla Pasqua si considera il giorno “ufficiale” dell’equinozio il 21 marzo, tuttavia il vero equinozio astronomico oscilla tra il 19 e il 21 del mese. Questo perché la Terra impiega 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi per compiere un’intera orbita attorno al Sole (la durata di un anno), ed è dunque necessario bilanciare il tempo per far quadrare i conti. L’anno bisestile e gli spostamenti nelle date di equinozi e solstizi sono legati proprio a questi calcoli.

Superluna del Verme

Dopo la Superluna di sangue di gennaio e la Superluna di Neve di febbraio, alle prime ore del 21 marzo ci attende una spettacolare Superluna del Verme. Le Superlune sono tutte le Lune piene prossime al perigeo, che orbitano a una distanza dalla Terra inferiore ai 362mila chilometri. Ciò le rende leggermente più grandi e brillanti sulla volta celeste, benché soltanto occhi esperti possano accorgersi delle differenze. Il nome “del Verme” è legato come sempre alla tradizione dei nativi americani algonchini. Il riferimento specifico è ai lombrichi, che grazie al disgelo e al terreno più morbido possono riemergere sulla superficie, attirando numerose specie di uccelli e piccoli mammiferi.

Congiunzioni astrali

Il mese di marzo inizia subito con una congiunzione astrale imperdibile, poiché coinvolge ben quattro oggetti celesti: Venere, Giove, Saturno e una sottile falce di Luna. Per ammirare l’allineamento bisognerà puntare lo sguardo verso Est/Sud-Est attorno alle 5:30 del mattino di venerdì primo marzo. Potremo osservare da sinistra verso destra (e dal basso verso l’alto) Venere, Saturno, Luna e Giove. Individuarli non sarà molto difficile, dato che Venere e Giove sono due degli oggetti più luminosi sulla volta celeste. Saturno sarà il primo a sparire dal quartetto al sorgere del Sole. Il giorno successivo ci sarà una seconda congiunzione astrale, ma con i soli tre pianeti protagonisti. La sera dell’11 marzo la Luna duetterà con Marte, mentre nella notte tra il 26 e il 27 concederà un valzer a Giove. L’ultima congiunzione astrale del mese è prevista per il 29, quando la Luna abbraccerà il “Signore degli Anelli” Saturno.

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Pianeti

Il primo pianeta del Sistema solare, Mercurio, sarà visibile di sera nella primissima parte di marzo, offrendo una sufficiente finestra temporale per chi vuol tentare l’impresa (tenendo presente che è molto vicino al Sole e dunque “sfuggente”). Sorgendo appena un’ora prima del Sole, Venere perderà buona parte dell’osservabilità mattutina rispetto ai mesi precedenti, sebbene sia ancora in grado di stupire con la sua luminosità. Marte sarà ben visibile nelle prime ore della sera a occidente, mentre Giove, anticipando sempre più l’orario in cui sorge, sarà sempre più apprezzabile nel cielo sudoccidentale prima del sorgere del Sole. Saturno si trova in una situazione analoga a quella di Giove, benché la finestra temporale di osservabilità sia più ridotta. Il gigante ghiacciato Nettuno a marzo sarà inosservabile a causa della congiunzione col Sole, mentre il “compagno” Urano sarà scarsamente visibile sull’orizzonte occidentale.

Meteore, comete e un asteroide

Il mese di marzo non è tra i più favorevoli per l’osservazione delle meteore, ma qualche bella “fiammata” potrebbero regalarla due correnti delle Virginidi (picchi il 6 marzo e tra il 19 e il 22 marzo). Per gli amanti delle comete sarà ancora possibile osservare la “cometa di San Valentino” C/2018 Y1 Iwamoto, che a febbraio ha “salutato” la galassia a spirale NGC 2903 e la “cometa di Natale” 46P/Wirtanen. Il terzetto si conclude con la 64P/Swift-Geherels. Per ammirarle è necessario dotarsi di un piccolo telescopio o di un buon binocolo; fondamentale il cielo sgombro dall’inquinamento luminoso. A marzo sarà possibile osservare anche l’asteroide 2 Pallas (Pallade), che ha un diametro di circa 550 chilometri. Come per le comete, è necessario dotarsi di apposita strumentazione.

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