Latino sì, latino no

Data: 10/12/2013

Latino sì, latino no, il problema è noto a molti, è questa una tematica che affligge la maggior parte degli studenti, soprattutto liceali e il dubbio sulla sua utilità è diffuso negli ambienti scolastici. Spesso si scatena una polemica tra sostenitori e oppositori sul ricorrente dilemma classico:"E' importante lo studio del latino al liceo o va sostituito con altre materie?".

La cosa certa è che la maggior parte degli studenti (cui è risaputa la poca voglia di lavorare e imparare) appoggerebbe l'opinione di chi sostiene che al liceo lo studio del latino non serve veramente e può essere trascurato. Questo può essere un atteggiamento di primo impatto, senza cognizione di causa, che sicuramente con un analisi più approfondita potrebbe essere indirizzato, invece, sulla funzione morfologica e sulla importanza storica del latino e quindi questo farebbe propendere più sulla convinzione opposta, cioè che lo studio del latino è di fondamentale importanza.

Spezziamo una lancia in favore del latino, che, ad esempio, è importante perché aiuta a spiegare come si è giunti al lessico italiano attuale, attraverso lunghi processi, e quindi a capire il significato delle parole, nel loro valore intrinseco, tanto che può essere applicato per apprendere il significato originario anche di vocaboli scientifici, in modo da contribuire allo studio delle materie di questo ramo.

Per di più aiuta a comprendere anche alcune delle principali lingue europee e a mettere l'italiano in corrispondenza con quest'ultime. Basta pensare che la maggior parte di esse deriva dal latino, che all'epoca era una sorta di lingua "jolly", come ad esempio oggi può esserlo l'inglese.

Inoltre, se non si studiasse il latino, non si dovrebbe studiare neanche storia o matematica, perché esse si interessano tutte di analizzare il passato in virtù del presente, che su esso si fonda. Ad ogni modo il fatto che sia una materia fondamentale è confermato dal fatto che il latino è una materia d'esame, a differenza di altre materie più recenti, che pure però meriterebbero di essere prese in considerazione perché preparano al mondo del lavoro (ad es. informatica).

Conoscere il passato per poter comprendere il presente, questa in sintesi l'importanza dello studio di questa lingua, a torto, definita morta. Tutta l’Europa delle università e dei dotti, degli scienziati e dei naturalisti, degli studiosi, degli storici e dei giuristi fino alla metà dell’Ottocento ha costruito, sviluppato e rinnovato l’universale patrimonio di conoscenze usando il latino.  Uno storico della scienza o uno studioso che voglia innovare deve conoscere il passato delle scienze di cui si occupa. Senza il latino sicuramente non può. Anche perché, ad esempio,sia che uno voglia fare il medico, l'avvocato, il giurista o anche solo per comprendere la filosofia politica, tutto diviene impraticabile senza una conoscenza approfondita della lingua latina e della sua struttura.

Quindi cari giovani, prima di sentenziare che il latino è inutile e se ne potrebbe fare a meno, pensateci bene, tenete conto di quanto letto ed impegnatevi a studiarlo con passione e correttamente, non fermatevi solo a quello che si fa a scuola, fatevi aiutare, frequentate dei corsi di approfondimento ovvero se ne avete bisogno dei corsi di recupero del tempo perso, per rimettervi in carreggiata, sarebbe di sicuro per voi un investimento per il futuro, una pietra angolare su cui costruire il vostro domani.

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